
Governo virtuoso, regioni sprecone? Solo nello strano mondo del ministro Tremonti. A San Servolo l’operazione verità ha il sapore della concretezza e le parole di Gian Mario Spacca, presidente della regione Marche. Lo dimostrano i numeri: la regione di Spacca è attualmente al primo posto in quasi tutte le classifiche di valutazione del benessere sociale: alta qualità della vita, lunga aspettativa di vita, crescita del Pil, bassa criminalità.
La strategia per un buon governo si basa su 4 assi elencati dal presidente marchigiano: “Consolidare coesione e sicurezza , sostenere lo sviluppo, valorizzare il territorio, incrementare la produttività delle risorse”. Pilastri che, messi in atto, portano frutti evidenti: nelle Marche il contributo che ogni cittadino versa per le spese di amministrazione è passato da 105 euro del 2004 a 90 euro del 2010. Ma questo è solo l’inizio.
“Eravamo la regione con il peggior saldo in materia di sanità. Perdevamo 160 milioni di euro ogni anno. Le nostre opzioni erano due. Andare a lamentarci a Roma o chiedere aiuto alla comunità e lavorare per trovare un equilibrio e migliorare i servizi. In quel 2001 scegliemmo la seconda. Eliminammo le aziende sanitarie locali, sostituendole con un’unica azienda regionale che mettesse a regime tutto il sistema”. Le risorse utilizzate per sanare il deficit di bilancio furono prese anche dalla tassazione irpef che, per i redditi più alti (oltre 60mila euro) fu innalzata al 4%. “agimmo solo su questo scaglione, i redditi al si sotto dei 30mila euro non vennero assolutamente toccati dalla nostra manovra. Oggi la sanità marchigiana è in pareggio, il deficit non esiste più e le prestazione della mia regione sono fra le migliori d’Italia. Ecco, così rispondiamo a Tremonti, dicendogli che quando ce n'è stata data la possibilità abbiamo agito con responsabilità”.
La tassazione dell’Irpef, dopo il risanamento del bilancio, è tornata ai livelli ordinari per tutta la cittadinanza e la regione Marche “ha provveduto a restituire alla popolazione quanto era stato chiesto in tempi di emergenza”. Oggi la regione ha potuto addirittura abbassare notevolmente la pressione fiscale regionale passando dai 169 milioni del 2004 ai 90 milioni del 2009. Il merito è anche della dura lotta all’evasione fiscale che ha permesso all’ amministrazione di recuperare, nel solo 2009, oltre 30 milioni di euro.
Risultati alla mano, Gian Mario Spacca passa a spiegare perché la manovra è inaccettabile. “Si chiedono alle regioni oltre 12 miliardi, mentre la presidenza del consiglio ha aumentato le sue spese di 1,5 milioni. Siamo come una famiglia in cui i figli più poveri si sacrificano e quelli più ricchi e prepotenti se la godono. I trasferimenti statali alle regioni saranno ridotti del 67%. Ciò vuol dire tagliare sulle politiche per i disabili, per le non autosufficienze, per la sicurezza, per la sanità, per la scuola. Noi regioni adesso spegneremo le funzioni che non sono coperte dallo stato, fatta eccezione per quelle che riguardano le politiche sociali. Ciò vorrà dire, ad esempio, niente incentivi per le imprese. A questo ora dovrà pensarci lo stato: è un momento davvero triste”.
Ivana Giannone