
La buona amministrazione in 3 parole: pianificazione, innovazione e scelte politiche. Sono questi i punti irrinunciabili per
Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma e campione di buone prassi nella classifica di In buone mani.
“Chiunque si trovi a governare – spiega nel corso del suo intervento a “L’Isola che c’è” – è immerso nell’opportunità di mille progetti , alcuni buoni ed effettivamente utili, altri motivati da sole ragioni politiche o clientelari. Per questa ragione, all’inizio di un mandato. Ma anche quando ci si trovi all’opposizione, è fondamentale darsi una rotta. È importante ‘per limitare la discrezionalità e gettare le basi di un progetto a vocazione territoriale”. Zingaretti spiega la fatica di un amministrazione che studia l’area che è chiamata a governare: “Ci sono oltre 150 comuni sopra 15mila abitanti. Il tema non è fare più cose ma quali cose fare”
Sul secondo punto, l’innovazione, il presidente della Provincia di Roma rivendica l’esigenza di “fare in maniera nuova cose tradizionali”. Il più grande gap per il nostro paese, secondo Zingaretti, è quello dei “servizi immateriali, quelli che i più non vedono”. Il nostro Paese ha ancora tanto da imparare e, ad esempio, la Provincia dì Roma prenderà esempio dalla Spagna. “Porta 22 è un progetto che consiglia i ragazzi, li aiuta a scoprire le proprie attitudini lavorative e a trovare un lavoro. In Spagna questo progetto ha sconfitto la disoccupazione, noi lo porteremo in Italia”. Altri progetti, invece, sono già una realtà: ad esempio Provincia Wifi, che “ha portato la rete gratuita e senza fili in 70 comuni. Abbiamo davanti una grande sfida che non ci chiede di rinunciare alla lotta peri banchi e le lavagne a scuole, ma ci chiede di impegnarci anche a sconfiggere l’apartheid digitale”. L’innovazione è anche e soprattutto economia: “Se diciamo che la svolta è la green economy, la formazione deve essere orientata a questo settore. Non dobbiamo fermarci mentre stiamo nuotando e permettere che la corrente ci riporti indietro. Noi ad esempio possiamo promuovere la formazione dei giovani nelle grandi imprese, per poi fare in modo che i giovani apprendisti vengano assunti”.
L’ultimo punto della buon governo, per Nicola Zingaretti, risiede nelle scelte. “Il bisogno è quello di un forte indirizzo politico che semplifichi la vita delle persone. Troppi vincoli e complicazioni aprono la strada agli imbrogli. Basti pensare che passano anche 800/900 giorni per ottenere l’approvazione di un progetto. Altro punto inaccettabile è che esiste una babele di enti con le stesse competenze in cui vengono mandati i “trombati” della politica. Quelli vanno tagliati, altrimenti non ci si può svegliare la mattina e definirsi federalisti”.