Dai territori un progetto per l’Italia
L'Italia non è un paese per giovani? Intervista a Nicola Chionetti, 24 anni, sindaco di Dogliani.



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immagine documento documento Uno su tre è disoccupato, il numero di quelli che non studiano e non lavorano è in crescita così come la richiesta di ricambio generazionale.

L’Italia non è un Paese per giovani, si sa. Eppure, un’eccezione c’è. Si chiama Nicola Chionetti, classe 1986, sindaco di Dogliani, paese della provincia di Cuneo, zona di poderi e cantine, colline e filari, in cui ha vissuto, tra gli altri, anche il primo presidente della Repubblica, Luigi Einaudi.

Primo cittadino a 24 anni, in Italia. Come è potuto succedere?

La voglia di cambiamento dei cittadini, un programma di proposte concrete e l’indicazione di possibili linee di sviluppo per la nostra realtà locale.

Quali sono le “proposte concrete” su cui ha costruito la vittoria?

Una politica di rigore sulla sanità con una forte razionalizzazione dei servizi, forte sostegno alle attività produttive, alle aree artigianali e alle aziende agricole.

Quelle maggiormente colpite dalla crisi.

Il 60% del nostro indotto è agricolo. La viticultura fa da traino all’economia locale. Inoltre, ci sono itinerari eno-gastronomici e aziende che si sono specializzate sulla qualità. Avevamo il dovere di mantenerle sul nostro territorio.

Il territorio: un luogo magico, un feticcio retorico. Per voi, soprattutto, una fonte di ricchezza.

La valorizzazione del turismo e del nostro territorio è uno dei capitoli su cui ci stiamo impegnando di più. Gestione urbanistica. Edilizia residenziale. Tutela del paesaggio. Il nostro paesaggio, ad esempio, è tra le aree candidate a patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Non c’è solo rispetto della tradizione ma progettazione per il futuro.

Ma si può progettare il futuro senza i giovani?

No, infatti, con il progetto europeo Yepp, che abbiamo esteso a 20 comuni, puntiamo a coinvolgere diverse fasce sociali, e i ragazzi fra i 25 e i 30 anni, in varie iniziative culturali”.

Ad esempio?

Sulla candidatura Unesco i ragazzi stanno girando un filmato che vuole raccontare storia, tradizioni, suggestioni del nostro territorio in un filmato che divulgheremo attraverso Internet per attirare persone da tutto il mondo.

Come dire? Dal locale al globale.

Vogliamo aprirci all’Europa e realizzare degli scambi interculturali. In questa prospettiva, sosteniamo i viaggi all’estero, attraverso cui abbiamo permesso a un nostro ragazzo di partecipare alla settimana della moda in Irlanda. Un’occasione di confronto e di crescita. Come lo sport. C’è un grande fervore di iniziative anche in questo settore.

Lei è consigliere della Fipap, la federazione italiana pallapugno. A parte Edmondo De Amicis che sul pallone con il bracciale, scrisse “Gli azzurri e i rossi”, cosa resta oggi di una disciplina così antica?

La pallapugno sta riprendendo quota, specie tra i giovani, anche se interessa soprattutto una fascia di età medio-alta. È uno sport, che nella nostra zona ha grande tradizione, una volta veniva praticato anche a Torino, ma sconta problemi di impiantistica. Si gioca, infatti, all’interno di una struttura chiamata sferisterio, ed è molto seguito, specie dopo i grandi risultati centrati dalla nostra squadra. Per la nostra zona resta un appuntamento di richiamo. Quest’anno, anche se noi siamo già fuori, per le fasi finali sono previste 2000 persone.

Lo sport, la musica, i vini. Molte passioni, ma la più grande è la politica. Come ha iniziato?

Come iniziano le malattie.

Allora, chi gliela ha attaccata?

La famiglia, la scuola, la parrocchia, il volontariato. La mia formazione politica non è stata di tipo tradizionale. All’interno di ogni “agenzia formativa” ho capito che il passo da fare era in avanti. Ho capito che è bello impegnarsi.

A proposito di formazione, ha partecipato alla scuola politica di San Servolo sulle buone pratiche amministrative del centrosinistra. È stata utile per la sua attività?

Molto. Per il confronto con gli amministratori più esperti sulle politiche regionali e per la raccolta delle proposte di buon governo. Una scuola utile non solo a mordere la realtà ma a disegnare un cammino di sviluppo dell’Italia. Penso ai mutati rapporti tra economia e democrazia, ai problemi che tirano tra le persone e a quelli che coinvolgono le attività produttive, come quelli sollevati dall’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, di come si tengano le aziende sul posto.

Per mordere la realtà cosa dovrebbe fare il Pd?

Non sono il Richelieu di Bersani. Al momento fare il segretario non è un mestiere facile. Non voglio dare consigli anche perché il Pd ha intrapreso la strada giusta.

Quale?

Fare proposte per il governo del Paese sul fisco, le Pmi, il lavoro e il sistema delle autonomie e non rinunciare a disegnare un’idea di Paese nella prospettiva di un ruolo diverso dell’Italia in Europa e all’altezza delle sfide che l’economia ci pone.

Parla già come un dirigente. Tra 20 anni come si vede?

Troppo in là, facciamo tra 3 anni e mezzo. Quando finisce il mio mandato, dovrò sistemare alcune cose. Gli studi, la laurea, l’azienda di famiglia. Ma per il momento, il mio pensiero è progettare il futuro del mio paese.

(a cura di Francesco Persili)
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#1 da Liviana, inviato il 21/10/2011
muoviamoci il tempo nn aspetta noi ,gli indecisi bisogna che si scrollino tutti i loro dubbi riescano a capire che questa classe politica ci sta' portando indietro di 50 anni. Io nn ho mai visto in questi ultimi 20anni ,illavoro messo male così, nn ci era mai riuscii nessuno così male. La crisi,la crisi.....si tutto quello che vuoi ma questi tutto quello che toccano rovinano. Sono liberali loro ,bella liberta'quella di toglierà la voglia di cercare un lavoro ai giovani ,mettevi in gioco ,rischiate noi vi appogiamo con che cosa???parole,parole ,basta a Roma abbiamo perso una buona occasione per andare al palazzo a tutti i costi tanto ora cosa ci abbiamo guadagnato , calci in qul posto.terrorismo si tanto solo così ci salveremo ragazzi io ho 60,tanta rabbia dentro quindi capisco e ragiono come voi forza nn vi lasciate prendere la cosa più bella che avete . La vita il futuro sono con voi.