Obiettivi: Fortemente voluta dalla componente Pd del consiglio regionale e appoggiata trasversalmente da consiglieri di maggioranza e opposizione, la L.R. 32/2008 risponde in concreto ai crescenti episodi di violenza ai danni della popolazione femminile. La finalità perseguita è quella di promuovere nella società l’educazione al rispetto della donna e accompagnare le vittime di violenza in un percorso di recupero della propria autonomia.
Contenuti principali: La regione Marche mette a punto una serie di misure atte a prevenire gli episodi di violenza e a fornire sostegno psicologico ed economico alle vittime. A beneficiare del provvedimento sono le donne che abbiano subito “qualsiasi forma di violenza (…) in ragione della loro identità di genere, indipendentemente dall’orientamento politico , religioso o sessuale. Nella violenza di genere sono comprese la violenza sessuale e qualsiasi forma di persecuzione o violenza fisica, psicologica ed economica che un uomo esercita su una donna in ambito familiare o lavorativo”.
Nella L.R 32/2008 sono specificati due punti di forte portata innovativa. In primo luogo, l’assistenza di cui la regione e gli enti locali si fanno carico non è destinata solo alle donne sulle quali sia stata consumata una violenza, ma anche su quelle vessate dalle sole minacce. È importante evidenziare che la normativa regionale anticipa i tempi rispondendo, per quanto nelle sue competenze, a situazioni che solo alcuni mesi più tardi (23 febbraio 2009) la legge nazionale avrebbe ricompreso nel reato di stalking. Il secondo punto, in netto contrasto ripetto alla tendenza del governo nazionale, riguarda l’estensione del provvedimento a tutte le donne “indipendentemente dalla loro cittadinanza”.
La legge si muove su due livelli: uno di prevenzione, l’altro di supporto post-violenza.
MISURE PREVENTIVE: 1) La regione Marche istituisce il Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. La nuova struttura si pone come principale mediatore fra le istituzioni e la società in materia di prevenzione e contrasto alle violenze e alle molestie sulle donne. Al forum, composto per almeno il 50% da rappresentanti di associazioni e di cooperative sociali impegnate nel contrasto al fenomeno, inoltre, spetta formulare un parere sugli interventi concreti ai sensi della legge.
2) La regione si impegna a promuovere, in collaborazione con i comuni , le Province, l’azienda sanitaria regionale e le direzioni scolastiche provinciali, una serie di campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema.
3) Largo spazio viene dato alla formazione professionale di operatori che intervengano sul fenomeno della violenza sulle donne, a vantaggio dei quali la regione promuove iniziative e moduli di aggiornamento.
MISURE DI SOSTEGNO ALLE VITTIME: 1) Un ruolo di prim’ordine viene assegnato ai Centri antiviolenza. A quelli già esistenti e gestiti dalle Onlus ne vengono affiancati di nuovi, fra cui uno in ogni provincia delle Marche. Le funzioni dei centri vanno dal sostegno psicologico, alla consulenza legale, al concreto affiancamento della vittima in un percorso finalizzato ad una nuova vita e ad una piena autonomia.
2) Alle donne sole e con figli minori, vittime di violenza, viene offerta ospitalità temporanea presso le Case di accoglienza o, in alternativa, in alloggi messi a disposizione dagli enti locali. In queste strutture si offre alle donne non solo consulenza legale e psicologica, ma anche consulenza di orientamento al lavoro.
3) La regione promuove interventi finalizzati al reinserimento delle vittime nel mondo del lavoro, condizione essenziale per rendere loro la dignità e favorire un processo di riabilitazione.
Fonte: Bollettino Ufficiale Regione Marche n. 108 del 20/11/2008
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