Obiettivi: La legge mira a promuovere il ricorso alla mediazione familiare quale strumento che permetta alle coppie interessate da processi di separazione o divorzio di trovare le basi per un accordo reciproco e duraturo che tenga conto dell'interesse morale e materiale dei figli, in uno spirito di responsabilita' genitoriale condivisa. Da sottolineare l’assoluta novità della L.R. 26/2008, prima norma in assoluto a regolamentare la mediazione familiare. L’assistenza, inoltre, è fornita sia alle coppie sposate in corso di divorzio, quanto a quelle conviventi in corso di separazione.
Contenuti principali: Presso ogni azienda unità sanitaria locale, si istituisce la figura del coordinatore per la mediazione familiare. Al nuovo soggetto spetta il compito di:
• Acquisire dati relativi alla condizione familiare attraverso indagini, studi e ricerche.
• Coadiuvare la regione nella progettazione di politiche idonee a supportare le responsabilità parentali e promuovere la tutela e la crescita del minore.
• Essere l’interlocutore privilegiato per i tribunali impegnati in cause di separazione che coinvolgano figli minorenni.
• Dialogare con i magistrati e gli operatori psicosociali impegnati nella tutela del minore.
• Coordinare i mediatori familiari presenti sul territorio.
Il coordinatore risponde alle richieste di aiuto che arrivano da coppie o famiglie interessate da situazioni di conflittualità. L’esperienza sul campo viene poi utilizzata per fornire agli enti pubblici dati su cui lavorare e sperimentare nuove politiche sul tema.
Nell’ambito di distretti socio-sanitari dislocati sul territorio, possono essere istituiti i Centri di mediazione familiare. Essi hanno l’obiettivo di:
• Attivare un servizio che che accompagni e sostenga i genitori in un percorso volontario di costruzione di una genitorialità condivisa e miri a riequilibrare i rapporti fra genitori.
• Mettere a disposizione un servizio di consulenza per la prevenzione e la risoluzione delle problematiche.
• Realizzare un servizio di ascolto diretto del minore che vive una situazione di disagio.
• Realizzare progetti formativi nelle scuole, volti alla prevenzione del disagio in età evolutiva connesso alla conflittualità familiare.
La regione Lazio istituisce presso l’assessorato regionale un’elenco dei mediatori familiari. L’iscrizione è aperta a coloro che sono in possesso di laurea specialistica in discipline pedagogiche, psicologiche, sociali o giuridiche oppure di un master biennale da mediatore familiare.
Fonte: Bollettino della regione Lazio del 27 dicembre 2008, n.48
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