Calabria. Accoglienza dei richiedenti Asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale, economico e culturale delle Comunità locali - LEGGE REGIONALE

L.R 18/2009 C'era una volta Badolato, borgo antico disabitato. Ma una comunità multietnica si è integrata e ha riportato in vita questo spicchio di Calabria
legge regionale

Data del Provvedimento
6/12/2009
Nome della legge
Calabria. Accoglienza dei richiedenti Asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale, economico e culturale delle Comunità locali
Numero provvedimento
L.R 18/2009
Soggetto/Ente proponente
Giunta regionale della Calabria
Previsione finanziaria
50.000 euro per l’anno 2009



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immagine documento documento Una legge che non nasce a tavolino, ma è nata dalle buone prassi sperimentate sul campo, dalle esperienze ultime dei comuni di Riace, Caulonia e Stignano, che hanno accolto decine di rifugiati, che trovano un antecedente a Badolato, paese che anni fa ha aperto il borgo antico, disabitato, a una comunità curda la quale si è integrata e lo ha riportato in vita.

Obiettivi: Con la LR 18/2009, la Calabria inaugura una serie di interventi per “l’accoglienza, la protezione legale e sociale e l’integrazione dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei titolari di misure di protezione sussidiaria e umanitaria presenti sul territorio regionale, con particolare attenzione alle situazioni particolarmente vulnerabili tra le quali i minori, le donne sole, le vittime di tortura o di gravi violenze”. La legge, definita in più occasioni “un esempio virtuoso per le altre regioni italiane”, si pone in netta controtendenza rispetto alle politiche nazionali, schiacciate dal giogo della Lega Nord e in quello stesso periodo concentrate sull’inclusione delle ronde nel pacchetto sicurezza.

Contenuti principali: La Calabria garantisce misure di protezione sussidiaria e umanitaria e promuove l’integrazione degli stranieri mediante l’inserimento socio-lavorativo. Tutti gli interventi previsti dalla legge rientrano nel Piano regionale, elaborato con valenza triennale e modellato sull’evoluzione della normativa nazionale, europea ed internazionale in materia di accoglienza. Il Piano, approvato dalla giunta regionale, previo parere vincolante della commissione consiliare, individua “le strategie, gli obiettivi, le linee di intervento, i soggetti ammissibili, le risorse finanziarie, tecniche e organizzative e il sistema di monitoraggio e valutazione”. La predisposizione delle misure contenute nel piano è competenza degli uffici regionali, che la esercitano in collaborazione con i dipartimenti interessati e tenendo conto della programmazione regionale in materia sociale e sanitaria.

Ogni anno il presidente della Giunta convoca una Conferenza regionale finalizzata alla presentazione dei dati sugli interventi in corso e a favorire il coinvolgimento e il confronto fra le istituzioni, gli enti e gli organismi operanti nel settore.

Gli interventi sostenuti dalla regione sono di durata anche pluriennale e si rivolgono a comunità interessate “da un crescente spopolamento o che presentano situazioni di particolare sofferenza socio-economica che intendano intraprendere percorsi di riqualificazione e di rilancio socio-economico e culturale collegati all’accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati, e dei titolari di misure di protezione sussidiaria e umanitaria”. La regione sostiene, inoltre, una serie di iniziative culturali volte a sensibilizzare l’opinione pubblica alla cultura dell’accoglienza e alla consapevolezza del diritto d’asilo, prevenendo così fenomeni di razzismo.

Per quanto riguarda l0impatto delle disposizioni di legge sulla vita dei cittadini calabresi, la regione stabilisce che: “Gli interventi di accoglienza e inserimento sociale devono risultare congrui e socialmente sostenibili rispetto alle potenzialità culturali ed economiche del territorio in cui si inseriscono”. Proprio per rispondere a questa esigenza, l’amministrazione regionale valuta i progetti proposti sulla base della loro effettiva fattibilità, sostenibilità ed effettiva costruzione di una rete sociale di interesse e condivisione.

Il finanziamento concesso dall’amministrazione per l’anno 2009 è di 50.000 euro ed è finalizzato a sostenere:
• La gestione di interventi di accoglienza e orientamento legale per gli stranieri
• L’avvio di programmi di supporto all’ingresso degli immigrati nel mondo del lavoro
• La gestione di interventi di assistenza specifica per i richiedenti asilo, i rifugiati, ad i titolari di protezione sussidiaria ed umanitaria portatori di esigenze particolari
• La realizzazione di interventi volti a sostenere il proseguimento degli studi e il riconoscimento dei titoli di studio e formativi conseguiti nei paesi d’origine
• La ristrutturazione, la riqualificazione e l’affitto di strutture abitative destinate all’ospitalità
• La riqualificazione, l’adeguamento e l’allestimento di strutture adibite a centri di aggregazione sociale e culturale per gli stranieri accolti e per la comunità locale
• La realizzazione diprogrammi culturali, anche plurilingue, ed interventi di formazione

La legge istituisce il Comitato dei garanti , con il compito di:
• Formulare proposte propedeutiche alla stesura del Piano regionale
• Esprimere una valutazione su progetti e iniziative dell’amministrazione regionale
• Monitorare i progetti finanziati
• Formulare proposte per lo svolgimento di studi e ricerche

Il comitato, inoltre valuta l’attuazione degli interventi e redige un rapporto che trasmette alla competente commissione consiliare. L’organo di garanzia comprende tre membri: due designati dal consiglio regionale tra le associazioni impegnate nella tutela dei diritti d’asilo, dei diritti umani del dialogo interculturale, uno di diritto, appartenente all’UNHCR (Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati). Il comitato viene nominato dal presidente della giunta e può essere rinnovato una sola volta.

Entro il 31 gennaio di ogni anno, in attuazione del Piano regionale, gli uffici regionali competenti stabiliscono le procedure ed i termini di presentazione dei progetti, nonché i criteri e le modalità di approvazione degli stessi e di erogazione dei contributi.

Fonte: Bollettino ufficiale della regione Calabria del 19 giugno 2009, n. 1


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