Obiettivi. valutare e certificare la sostenibilità ambientale degli edifici.
Descrizione. Con l’approvazione della L.R.14/2008 la Regione Marche ha incentivato, regolamentandolo, un modello di progettazione, di costruzione e di gestione di edifici in architettura bioclimatica nel territorio regionale. Il modello è finalizzato a minimizzare i consumi energetici e delle altre risorse ambientali, a contenere gli impatti complessivi sull’ambiente e sul territorio, a garantire il benessere e la salute degli occupanti, a tutelare l’identità storica degli agglomerati urbani, favorendone il mantenimento dei caratteri storici e tipologici. A tal fine la legge introduce il sistema di certificazione energetico ambientale degli edifici, la modifica del regolamento edilizio tipo (escludendo dal computo dei volumi e delle superfici e nei rapporti di copertura, il maggior spessore delle murature esterne dei solai e tutte le modifiche necessarie al miglioramento del livello di isolamento termico e acustico), il capitolato tipo e il prezziario, lo sportello informativo e l’obbligo per gli enti locali di applicare tecniche di edilizia sostenibile in caso di realizzazione o completa ristrutturazione degli edifici di rispettiva proprietà.
In questo contesto un ruolo di primo piano è rivestito dal sistema di certificazione denominato ITACA-Marche. Tale certificazione è oggi a titolo volontario, ma oltre a valorizzare il prodotto “casa” (una casa certificata ITACA-Marche con punteggio elevato ha un valore di mercato superiore), permette di sostituire l’attestato di qualificazione energetica obbligatorio per legge dal 1° luglio 2009 per tutti gli edifici e necessario, tra l’altro, per accedere ai contributi statali del 55% (detrazione IRPEF) per la riqualificazione energetica degli edifici.
Il sistema introdotto dalla Regione Marche ingloba e va oltre l’aspetto “energetico” richiesto dalla normativa statale – D.Lgs. 192/2005 poi modificato dal D.Lgs. 311/2006 (il certificato ITACA Marche vale come attestato di certificazione energetica), assumendo un approccio integrato. Le linee guida, approvate con la DGR 760/2009, contengono le modalità di calcolo di un insieme di 49 criteri di prestazione ambientale degli edifici a cui viene attribuito un punteggio che, opportunamente pesato e sommato, permette di giungere a una valutazione finale sintetica. ITACA-Marche attribuisce un punteggio che va da -1 a +5. Il punteggio è tanto più elevato quanto più l’edificio ha una prestazione energetico-ambientale migliore rispetto alla pratica corrente (la pratica minima nel rispetto delle leggi alla quale viene attribuito il punteggio 0).
I 49 criteri della metodologia ITACA-Marche sono raggruppati in 5 aree di valutazione:
qualità del sito
consumo di risorse
carichi ambientali7
qualità dell’ambiente indoor
qualità del servizio.
Per quanto riguarda ad esempio la qualità del sito, ITACA Marche tende a contrastare la “dispersione insediativa” premiando quelle costruzioni situate all’interno delle aree urbane più dense e più centrali. In altre parole si favoriscono gli interventi che contengono il consumo di nuovo suolo. Altri parametri premiano la vicinanza ai mezzi pubblici (treno, bus) e la vicinanza ai servizi pubblici o commerciali ovvero la possibilità di raggiungere a piedi o in bicicletta gli uffici, le scuole, i centri sportivi, gli esercizi commerciali.
Per quanto riguarda i materiali e i prodotti da costruzione vengono valutati la loro rinnovabilità, riciclabilità o provenienza da riciclo e la loro vicinanza della produzione rispetto al cantiere per ridurre i carichi ambientali dovuti al trasporto.
Un altro gruppo di criteri è rivolto alla qualità del comfort interno attraverso l’esame della costanza della temperatura delle pareti interne, della ventilazione e dell’illuminazione naturali, del giusto isolamento acustico e del contenimento dell’inquinamento elettromagnetico.
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