Marche. Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati. - LEGGE REGIONALE

L.R. 24/2009
legge regionale

Data del Provvedimento
10/12/2009
Nome della legge
Marche. Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati.
Numero provvedimento
L.R. 24/2009
Soggetto/Ente proponente
Giunta regionale
Previsione finanziaria
640.000,00 euro



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Obiettivi: Con la presente legge la regione mira a prevenire la produzione di rifiuti e ridurne la pericolosità, a potenziare ed agevolare la raccolta differenziata dei rifiuti e a promuovere e sostenere le attività di riutilizzo, riciclaggio e
recupero dei rifiuti urbani e speciali. A tale scopo, lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi si svolge all’interno del territorio regionale, all’interno dei cosiddetti Ambiti territoriali ottimali (ATO)

Contenuti principali: viene approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti, atto a definire gli indirizzi e le modalità per il perseguimento degli obiettivi stabiliti dalla legge. Il Piano contiene l’analisi della tipologia, delle quantità e dell’origine dei rifiuti l’indicazione delle attività, delle tipologie e dei fabbisogni di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani da realizzare nella Regione, i criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani; le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti.

La gestione dei rifiuti è delegata agli Ambiti territoriali ottimali (ATO, corrispondenti alle province marchigiane (ATO 1 – Pesaro e Urbino, ATO 2 – Ancona, ATO 3 – Macerata, ATO 4 – Fermo, ATO 5 – Ascoli Piceno). Per l’esercizio unitario delle funzioni amministrative in materia di organizzazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti urbani, la Provincia e i Comuni ricompresi in ciascun ATO formano un consorzio denominato Autorità d’Ambito (AdA). L’AdA organizza il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, predispone il Piano d’Ambito(PdA)che definisce il complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani
nell’ATO di riferimento.

Per prevenire la diffusione dei rifiuti, la regione gli enti locali e l’AdA favoriscono e sostengono: azioni e strumenti incentivanti o penalizzanti finalizzati a contenere e ridurre la quantità di rifiuti prodotti o la loro pericolosità da parte di soggetti pubblici o privati; iniziative per la diffusione degli acquisti verdi; campagne informative e di sensibilizzazione rivolte a soggetti pubblici e privati per l’adozione di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

Al fine di favorire la raccolta differenziata dei rifiuti, la regione promuove: azioni e strumenti incentivanti finalizzati a favorire la riorganizzazione del sistema di raccolta differenziata in grado di assicurare alte percentuali di intercettazione, in particolare mediante il sistema di raccolta porta a porta; iniziative incentivanti volte ad assicurare un elevato recupero delle
frazioni di rifiuto raccolte in maniera differenziata ed il collocamento sul
mercato del materiale riciclato; l’attivazione di forme di comunicazione e sensibilizzazione; la stipulazione di accordi e intese con soggetti pubblici e privati.

È approvato il piano regionale per la bonifica dei siti contaminati deve considerare nell’ambito delle valutazioni di priorità anche i siti inquinati di interesse nazionale e quelli ricadenti all’interno dell’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale.

Insieme alla legge è stata approvata una variazione al Piano regionale di gestione dei rifiuti che subordina la scelta di impianti per lo smaltimento (inceneritori) al raggiungimento dei livelli di raccolta differenziata fissati dalle disposizioni nazionali (65% al 2012).


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