
Zero rifiuti entro il 2020: non è un’ utopia. A Capannori, comune di 45mila abitanti, la scommessa più ambiziosa cammina sulle proprie gambe da ormai 5 anni. A dimostrarlo ci sono premi (Miglior Comune Riciclone da ben quattro edizioni) e partecipazioni a meeting internazionali, ma soprattutto gli stupefacenti risultati raccolti in così poco tempo. Come spiega Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente, “Il
progetto “Rifiuti Zero” è nato nel 2005. Siamo partiti da una sperimentazione su 600 abitanti e abbiamo eliminato tutti i cassonetti tradizionali, sostituendoli a mano a mano con i quelli per la raccolta differenziata. I risultati sono stati stupefacenti: siamo passati dal 35% all’83% della raccolta differenziata. Con dati così confortanti alla mano, abbiamo esteso il progetto a 10mila abitanti e successivamente all’intera popolazione. Il nostro obiettivo finale è zero rifiuti entro il 2020”.
Come racconta lo stesso amministratore, però, non si deve pensare che quella che oggi è definita “piccola città felice” non abbia avuto le sue difficoltà. Il progetto ha dovuto scontrarsi con la malafede di un’opposizione votata al no e con lo scetticismo di parte della cittadinanza. “All’inizio eravamo preoccupati – racconta Ciacci - un po’ perché eravamo il primo comune della Toscana a tentare un progetto del genere, un po’ perché l’ottima sperimentazione su 600 abitanti adesso andava applicata a 45mila. Sia fra l’opposizione, sia fra la popolazione, c’era chi diceva che sarebbe stata una catastrofe, che ci sarebbero stati rifiuti per le strade, inceneritori, discariche. Noi abbiamo risposto con la partecipazione. Abbiamo parlato con le persone, spiegando casa per casa o nelle parrocchie. Abbiamo organizzato pullman per fare vedere e toccare con mano la realtà dei nostri impianti per il riciclo. In questo modo la gente ha capito e apprezzato”.
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