
Tanta strada fatta, con fatica, e ancora tanta da fare, con un po’ di buona volontà. Si potrebbe sintetizzare così il pensiero di
Antonio Minetti, dirigente Servizio Ambiente e Paesaggio della regione Marche. Minetti e la sua “squadra di validi giovani” hanno messo a segno in appena cinque anni progetti all’avanguardia e di rilevanza nazionale, lavori di qualità che oggi fanno delle marche una delle regioni più moderne e sensibili ai temi del rispetto ambientale e della sostenibilità.
Si parte dall’Atlante sul consumo del suolo, primo esempio italiano nel genere. Lo studio approfondito e sistematico ha rilevato, come spiega Minetti, “le criticità riguardanti il suolo marchigiano, soprattutto la zona costiera”. L’alto profilo del progetto ha fatto sì che “Lega Ambiente Marche se ne interessasse e dedicasse allo studio condotto dal servizio Ambiente un intero ciclo di convegni”. Ma non è tutto: in un territorio come quello delle Marche, composto da una costellazione di piccoli paesi e pochi grandi centri, i dati emersi dall’atlante del suolo “hanno spinto i piccoli comuni ad aggregarsi per mettere insieme piani urbanistici, che seguissero le indicazioni contenute nell’atlante. E lo scopo che noi perseguiamo è proprio questo: lo studio condotto vuole mettere in guardia e sensibilizzare sul tema dell’ambiente e della progettazione urbana: i nostri dati sono una spinta per la politica regionale e nazionale a fare meglio”.
Altro progetto virtuoso è il “Piano clima”. Minetti spiega che nasce “dall’esigenza di dare una visione globale a tutti gli investimenti che la regione Marche aveva fatto nella green economy, a volte anche inconsapevolmente. Scoprimmo che fra incentivi alla mobilità sostenibile, all’economia verde, alla biodiversità etc, le Marche avevano stanziato ben 350 milioni di euro. Noi abbiamo cercato di mettere tutto nero su bianco per dare organicità a quanto si era già fatto, in modo che fosse più facile continuare in quella direzione. Insomma si deve sempre migliorare ma il terreno è già pronto”.
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